lundi 25 juillet 2011

Pittura erotica cinese a Berlino



Ieri sono stata a Dahlem a salutare uno dei miei musei preferiti di Berlino, l'Ethnologisches Museum. Il motivo era la mostra temporanea sull'arte erotica cinese, degna esposizione per concludere questo ciclo di quattro anni di vita berlinese :)

L'ultima mostra vista all'Ethnologisches mi aveva alquanto delusa, si trattava della mostra Voodoo, rivelatasi alquanto infantile nel modo di affrontare una tematica che invece potenzialmente avrebbe potuto essere abbastanza sconvolgente.

Der chinesische Lustgarten
(il giardino cinese dei piaceri letteralmente tradotto) invece è una mostra senza grandi pretese che punta tutto sulla bellezza ed eleganza delle opere del più grande collezionista di pittura erotica cinese, la Bertholet Collection.

I dipinti si distinguono da quelli più conosciuti giapponesi per un tono più minimalista (in tutti i sensi :)) , uno stile secondo me più fine e un'attenta ricerca del dettaglio. Le scene si svolgono spesso in luoghi aperti, anche quando si tratta di stanze private l'elemento naturale tende sempre a integrarsi nel dipinto, spesso con l'intrusione anche animale.

Come spesso succede è dai particolari che si scopre molto di un paese e del suo popolo, così guardando attentamente i quadri si può notare il famoso feticismo tutto cinese del piedino delle donne, che doveva misurare al massimo 10 centimetri e che per gli uomini rappresentava (spero di usare correttamente l'imperfetto e che questa pratica vergognosa sia stata finalmente del tutto debellata) il massimo della sensualità e della femminilità. In un quadro addirittura, mentre lui e lei sono avvolti nella passione sul letto, le loro scarpe occupano un posto di primo piano, mostrando l'enorme differenza fra quelle di lui, grandi e lunghe, e quelle minuscolissime di lei.

Altro particolare che colpisce è l'erotismo omosessuale, assolutamente esplicito e ben accettato fino a pochissimo tempo fa. Poi è arrivato il regime e le cose son cambiate...

Ironia della sorta, il termine designato per esprimere il concetto di omosessuale è però attualmente tongzhi, che vorrebbe dire anche compagno e/o camerata. Ricercando un po' su internet ho scoperto che tongzhi è il termine più adatto per esprimere una visione della sessualità corrispondente alla tradizione cinese che superi la dicotomia occidentale omosessuale/eterosessuale. Infatti secondo vari studiosi non ci sarebbe "sesso" nella parola in sé, che così aiuta ad annullare l’imperante volgarizzazione di tongxinglian (omosessualità) nella società tradizionale. Inoltre, il termine contribuisce anche a pluralizzare la sessualità, perché tongzhi non si riferisce solo a tongxinglian ma a tutte le forme di pratica sessuale che sono state emarginate dell'eterosessismo egemonico.

6 commentaires:

  1. molto molto interessante... trovo questi dipinti ( per uso della prospettiva , prospettiva, e uso dei colori) molto piu vicini ai dipinti indiani che a quelli giapponesi. sarebbe interessante capire se l aprovenienza dei dipinti appartiene a zone limitrofe all india o al giappone. Quelli giapponesi li trovo , personalmente, piu espliciti nel mostrare la lussuria e il godere dell'atto sessuale, questi li trovo piu " asciutti " come quelli indiani, quasi statuari, ma bellissimi . doso Tongzhi ( che chissá come si pronuncia ;)))

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  2. Bravo Doso Tongzhi, son d'accordissimo, quelli giapponesi sono proprio più espliciti e caricaturali.

    Purtroppo alla mostra non si parlava della zona ma solo del periodo e comunque non si è minimamente accennato alla questione. È strano perché in genere i giapponesi sono più essenziali mentre i cinesi più ridondanti, si direbbe invece che per quanto riguarda la sessualità ci sia un rovescio :)

    Conosci già questa artista, à propos? http://www.myspace.com/xiaoqingd

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  3. me lo avevi fatto conoscere proprio tu ;)) lo trovo per certi versi distante dall' antica cina, probabilmente baroccheggiante del sincretismo occidentale ( veli da sposa, uomini in abito da sera biancho) , e comunque - diversamente dai dipinti cinesi antichi- pregni di un erotismo mai consumato....un agente esterno interrompe sempre la coppia prima del momento di estasi.....PS : interessante che l'uomo, come soggetto disegnato. sia sempre circondato da disagi , spesso con lo sguardo posato in un altra direzione.... Doso Tonghzi

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  4. A me ricorda tantissimo le immagini dei film di Wong Kar-Wai... certamente è occidentalizzata. Una mia amica storica dell'arte mi ha detto che le ricorda qualcosa di Bosch e di Van Eyck e Bosch...

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  5. Ah ah ah .... :D
    So funny, these pics! Thank you.

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  6. :)

    Es ist eine Ausstellung in Dahlem, im ethnologischen Museum :)

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